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Introduzione

POV-Ray rappresenta ormai una pietra miliare nella storia della programmazione. Nato nel 1991, è sempre stato un programma freeware, a disponibile per vari sistemi operativi, stabile, ben supportato dai suoi programmatori e con una vibrante comunità di appassionati. Questa tradizione continua ancora oggi e sta crescendo; POV-Ray è ormai arrivato alla versione 3.6 e si sta parlando molto della prossima, lontana versione 4. Lontana perchè il POV-Team (la squadra di programmatori che ha creato e mantiene POV-Ray) ha dichiarato che sarà necessaria una riscrittura totale del programma e potrebbero volerci anni. La riscrittura è necessaria per poter integrare altri miglioramenti ed evoluzioni nel programma in futuro.

POV-Ray è un programma di grafica, ma non è come i programmi tradizionali: POV-Ray non ha un'interfaccia grafica per disegnare come altri programmi tipo Photoshop e Paint Shop Pro. Questi programmi sono per grafica 2D, in pratica dipingono pixel colorati in una griglia bidimensionale. Il programma stesso non può sapere che cosa si sta dipingendo e vede la nostra immagine solo come una mappatura di pixel. Invece, POV-Ray sa esattamente che cosa si sta dipingendo; il suo mondo è uno spazio 3D e i suoi elementi base sono oggetti tridimensionali. L'immagine viene descritta in modo tridimensionale in un file di testo, utilizzando un linguaggio che si chiama SDL (Scene Description Language, linguaggio di descrizione scena). Al momento del rendering, POV-Ray terrà conto degli oggetti nella scena, dei colori ed i materiali degli oggetti, dei punti luce, ecc. e calcolerà l'immagine bidimensionale come risultato. Quindi, anche POV-Ray crea immagini 2D; solo che le immagini sono delle "foto" di una scena 3D. Il risultato è un'immagine fotorealistica, ad altissima qualità.

Il fatto di scrivere le scene in un file di testo può sembrare difficile, ma presenta molti vantaggi: sopratutto l'artista ritiene un totale controllo di tutti gli elementi di una scena, che vengono piazzati con assoluta precisione; Qualsiasi elemento costruito per una scena può essere riutilizzato nella stessa scena (o in un'altra) senza ridisegnarlo; immagini estremamente complesse possono essere generate sfruttando le funzioni del linguaggio di programmazione SDL, senza costruire o piazzare gli oggetti a mano; immagini 2D esterne possono essere integrate nella scena ed utilizzate per "dipingere" oggetti 3D. Tutte queste cose sarebbero difficili o impossibili con tradizionali programmi di grafica. Inoltre, si può cambiare drasticamente il risultato di un'immagine semplicemente spostando la camera oppure modificando una luce, con estrema facilità.

POV-Ray riconosce i file di caratteri vettoriali, in pratica i font TTF di Windows. In teoria qualsiasi carattere di Windows può essere usato ma dipende dal set di caratterie da come sono stati creati, quindi alcuni font potrebbero non dare alcun risultato. I caratteri vengono creati come oggetti 3D, dove è possibile specificare la loro profondità e trattarli come qualunque oggetto di POV-Ray, permettendo di applicarci colori, tessuti e rugosità. Questo permette di creare scritte e logo di grande effetto. Tutte le scritte grafiche di questo sito (e di tutti i miei siti) come il logo in cima alla pagina sono stati creati con POV-Ray.

Tramite dei meccanismi interni studiati apposta, è possibile usare POV-Ray per creare animazioni. Partendo dal fatto che un'animazione non è altro che una sequenza di immagini, POV-Ray può creare una sequenza di immagini per creare il filmato da un singolo file di scena. Nel linguaggio di programmazione si fa uso di una direttiva studiata apposta, definendo il movimento; questo movimento può influenzare qualsiasi parte della scena. In questo modo, è possibile effettuare animazioni anche molto complesse. La creazione di animazioni è una delle cose più complesse che si possono fare con POV-Ray, e di solito è necessario avere abbastanza esperienza con le immagini statiche prima di poterle creare.


Nel 1992, mio fratello scaricò da Fidonet 3 files di POV-Ray, il "Persistence of Vision Ray-Tracer": un file ciascuno per il programma, la documentazione e gli esempi. Ogni file stava su un dischetto, e non avevamo idea di cosa facessero; mio fratello mi disse solo che aveva visto delle immagini di esempio e che la qualità era ottima. Quindi, armato dei miei dischetti, ho scompattato il tutto sul mio PC. La versione era la 1.0, per MS-DOS. Non c'era interfaccia, si usava un editore di testo qualunque per "descrivere" la scena, quindi si salvava il file .POV e si faceva il rendering con un comando DOS. Ho subito obiettato che non sapevo come programmare questi file: la mia esperienza allora era limitata a qualche programmino in BASIC. Mi disse che non ce n'era bisogno, nei dischetti erano inclusi tanti esempi.

Alla prima prova, mi resi subito conto che il processo era lentissimo: un'immagine 320x240 pixel ci metteva un'oretta. La qualità, invece, era fenomenale; anche a questa risoluzione sembrava una fotografia.
Incuriosito, ho rilanciato il rendering a 800x600 pixel, e sono andato a dormire. Il giorno seguente, rimasi sbalordito dal risultato: a quei tempi, non avevo mai visto un programma che potesse fare grafica così bella. Ormai ero catturato, volevo, dovevo riuscire a fare immagini così anch'io. Ho fatto l'unica cosa che potevo: ho stampato il manuale, e l'ho letto. Tutto.

Ormai il programma POV-Ray è arrivato alla versione 3.6, ed è potentissimo: supporta i processori a 64-bit, è disponibile per Windows, Mac o linux, e la versione Windows ha una ottima interfaccia grafica per aiutare a scrivere il codice.

Page last modified on 01/05/2010 at 22:21
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